Trekking a Baratti: la traversata del promontorio

promontorio-di-piombinoLa traversata del promontorio di Piombino è un percorso trekking che segue lo stradello tagliafuoco che allaccia il golfo di Baratti alle prime case di Piombino. È un cammino agevole e tranquillo fra una bella vegetazione mediterranea e una fitta foresta di querce. Il bosco, quasi sempre poco più alto della statura di un uomo, impedisce spesso alla vista di aprirsi su vasti panorami.

La mulattiera, nel primo tratto, si arrampica, senza strappi, verso la cupola del Monte Massoncello, la quota più elevata del promontorio (286 metri) per poi ridiscendere rapidamente verso il mare.

Un cancello di ferro sbarra alle auto lo stradello tagliafuoco del promontorio. La cessa comincia proprio a fianco della radura del Reciso dove vengono parcheggiate le macchine da chi si reca a Buca delle Fatebuca-delle-fate

Un passaggio consente di superare il cancello a chi va a piedi o in bicicletta. In poco meno di un quarto d’ora si arriva alla chiesetta abbandonata di San Quirico.

Si prosegue e si raggiunge un bivio. In direzione del mare si scende lungo il fosso di San Quirico: è il cammino, breve e facile, fino all’area conosciuta come il Conventaccio; qui vi sono i ruderi della Pieve e dell’antico monastero di San Quirico; proseguendo oltre si prende la viariante della Via dei Cavalleggeri.

La mulattiera parafuoco, oltre il bivio per il monastero di San Quirico, sale leggermente aggirando il Poggio Tondo: attraversa il monte Pecorino e sfiora la cima del monte Massoncello. Si arriva al Campo alla Sughera, ampia radura nel bosco: un grande albero isolato è a fianco della mulattiera. Ora si scende con rapidità: i panorami cominciano ad aprirsi sul canale di Piombino e sugli isolotti-scoglio fra la costa e l’Elba. Ben presto si arriva ad un altro cancello che chiude, per chi sale da Piombino, la pista tagliafuoco. La mulattiera prosegue in direzione delle case del quartiere di Salivoli: meglio lasciare questo cammino e imboccare un’altra pista che, con decisione e in discesa, punta verso la scogliera.

In pochi minuti si arriva alla via dei Cavalleggeri, il sentiero costiero del Promontorio.

La Spiaggia Lunga è poco distante: se vogliamo raggiungerla si risale tornando verso nord e numerosi viottoli scendono, fra la macchia mediterranea, fino al mare. Un chilometro oltre la spiaggai Lunga, sempre in direzione nord, si arriva a un bivio: a sinistra si scende alla solitaria cala del Fosso alle Canne. Bella e piccola spiaggia di ghiaia. Luogo singolare che è stato trasformato in una sorta di solitario “punto di accoglienza”. Vi si trovano tavolini, strane “architetture” marine, aiuole cintate e perfino un arco di accesso scolpito con i legni che le mareggiate hanno fatto arenare sulla spiaggia.

Per raggiungere Piombino è necessario tornare sui propri passi camminando verso sud: sentiero aereo sopra gli scogli che, in pochi passi, si trasforma in una larga strada sterrata. In breve si arriva a Cala Moresca, spiaggia della periferia di Piombino.