La Pieve e il Sator a Campiglia Marittima

Dal piazzale appena fuori da Porta a Mare è possibile ammirare un panorama mozzafiato e, nelle giornate più terse, si possono vedere persino le isole dell’arcipelago toscano, fino alla Corsica: proprio davanti a questa prospettiva, si staglia l’inconfondibile forma romanica della Pieve di San Giovanni con il suo Sator, nel mezzo del cimitero comunale di Campiglia Marittima.

La sobrietà delle sue linee è arrivata integra fino ai nostri giorni e la sua semplicità, forse dovuta al colore della pietra usata un grigio venato di bianco con inserti di pietre più chiare,  ci trasmette un senso di armonia.

La sua forma a tau, con una piccola abside in fondo alla navata centrale.

Fu costruita attorno al 1173 da mastro Matteo, il peccatore, come si legge in una lastra con un’epigrafe, posta sulla sinistra per chi guarda l’ingresso, la cui traduzione è la seguente: “ per grazia di Dio questa opera realizzò il peccatore Matteo: fratelli pregate per lui, perché Dio gli perdoni i peccati commessi.”

Per entrare in chiesa bisogna salire diversi gradini, ma oltrepassata la gradinata ci si trova a camminare letteralmente sulle lapidi sepolcrali poiché formano la pavimentazione del terrazzamento che circonda la chiesa stessa e che appartengono a diversi periodi, non bisogna scordare che il cimitero è tuttora funzionante. Spostandosi verso il lato settentrionale è possibile apprezzare il campanile a vela e nella parte appena sotto al cornicione della Cappella troviamo una  pietra bianca, diversa dalle altre, sulla quale è inciso un interessante esemplare del palindromo del Sator, la cui particolarità consiste nel fatto che si legge in tutti i versi, conferisce all’edificio un’ulteriore pieve san giovanni.

SATOR AREPO MS

TENET OPERA

ROTAS MCSS

L’iscrizione sembra uno scioglilingua, ma forse si tratta solo di uno scongiuro contro gli incendi o altre calamità.